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ESTRANGED (serie) →ESTRANGED - LUX
"Un'avvincente narrazione duale di auto-scoperta, che ripercorre l'evoluzione dal gioco segreto e scintillante dell'infanzia al palcoscenico professionale dell'arte drag."
La narrazione
Dallo specchio del bagno al riflettore
In questo incantevole capitolo della serie ESTRANGED, ARJAN SPANNENBURG esplora l'intersezione tra la curiosità infantile e la realizzazione artistica adulta. Attraverso il ritratto di LUX, l'artista visualizza l'impulso a lungo represso di creare ed esibirsi. SPANNENBURG utilizza le delicate e intricate foglie di un acero giapponese per rappresentare il fine dettaglio e la stratificazione coinvolti nell'arte del drag. L'opera cattura il passaggio cruciale dal "nascondersi in bagno" con il trucco di una sorella alla audace e pubblica rivendicazione del palcoscenico. È uno studio della pandemia non solo come periodo di isolamento, ma come fase di gestazione che ha permesso alla prima parrucca e alla palette di ombretti di un artista di diventare strumenti di profonda sopravvivenza psicologica.
La coesistenza armoniosa di Daan e Lux
La motivazione di SPANNENBURG per quest'opera è documentare la gioia trovata negli spazi condivisi della comunità LHBT+, dove i sogni si trasformano in realtà. Posizionando LUX nella luce screziata e nelle ombre complesse dell'acero, l'artista rispecchia la natura sfaccettata dell'identità del soggetto. Mentre LUX riflette sul raggiungimento definitivo del proprio percorso creativo: Non mi sono mai sentita così bene, come Daan e come Lux. Quest'opera funge da documento istituzionale del drag come medium olistico che unisce moda, danza e teatro in una singola espressione del sé. Per il collezionista, quest'opera offre una narrazione di trionfo, illustrando come un "vestito rosa glitterato" da un cassonetto d'infanzia possa condurre alla radiosa sicurezza di un performer che brilla di luce propria.
Analisi visiva
Una fotografia verticale in bianco e nero raffigurante una persona in drag, ripresa dal petto in su, in piedi dietro un ramo di un acero giapponese. Il soggetto ha lunghi capelli lisci e ciglia lunghe e drammatiche, guarda verso l'alto e leggermente di lato con un'espressione contemplativa. Indossa un top a fantasia e una pesante collana a maglie grosse. Le sue mani, fasciate da guanti senza dita con una stampa grafica, sono visibili mentre tengono delicatamente le palmate foglie dell'acero. L'illuminazione è focalizzata sul viso e sul torso, creando un vivido punto luce che contrasta con il fogliame scuro e sfocato sullo sfondo, enfatizzando la posa del soggetto.
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2022





