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Un ritratto concettuale in bianco e nero ad alto contrasto di STAN per la serie ESTRANGED di ARJAN SPANNENBURG, con un uomo che guarda attraverso una folta vegetazione.

Altri della serie

ESTRANGED (serie)
A black and white conceptual fine art portrait of DAMIAN for the ESTRANGED series by ARJAN SPANNENBURG, featuring a man among bare, leafless branches.A black and white conceptual fine art portrait of JOEL for the ESTRANGED series by ARJAN SPANNENBURG, showing a man surrounded by dense leaves.High-contrast monochrome photography of a young man partially hidden by ivy leaves, capturing the theme of self-worth and independence in ARJAN SPANNENBURG'S ESTRANGED series.A black and white conceptual fine art portrait of LUX for the ESTRANGED series by ARJAN SPANNENBURG, featuring a person in drag among Japanese maple leaves.A black and white conceptual fine art portrait of WILSON for the ESTRANGED series by ARJAN SPANNENBURG, showing a man behind a thick tree trunk.A black and white conceptual fine art portrait of SANDER for the ESTRANGED series by ARJAN SPANNENBURG, featuring a man among butterfly bush branches.
Arjan Spannenburg

ESTRANGED - STAN

"Una testimonianza visiva della resilienza del sé contro le correnti abrasive del giudizio pubblico, che cattura la tensione tra l'identità biologica e la frizione sociale."

La narrazione

Il peso del corpo ipervisibile

In questo avvincente capitolo della serie ESTRANGED, ARJAN SPANNENBURG affronta il mito della tolleranza assoluta nella società moderna. Attraverso il ritratto di STAN, l'artista esplora il tributo psicologico del navigare gli spazi pubblici essendo soggetti a giudizi costanti e non richiesti. SPANNENBURG utilizza la texture densa, quasi impenetrabile, degli arbusti sempreverdi per simboleggiare il muro di "sguardi acidi" e aggressioni verbali che STAN incontra quotidianamente. L'intento dell'artista è di visualizzare la dissonanza tra l'auto-percezione interna di STAN come individuo sociale e radicato e la versione distorta di lui proiettata da un pubblico giudicante. È uno studio sulla faticosa necessità di rimanere "saldamente a terra" quando l'ambiente appare intrinsecamente ostile.

Confrontare l'illusione della tolleranza attraverso l'obiettivo

SPANNENBURG ha creato quest'opera per evidenziare la discrepanza tra la reputazione di apertura di una nazione e la cruda realtà vissuta da coloro che deviano dallo sguardo eteronormativo. L'opera eleva la narrazione personale di essere giudicati per il proprio "DNA e DNA" in un dialogo istituzionale universale sui diritti umani e sulla visibilità. Come osserva STAN riguardo alla reazione del pubblico alla sua presenza naturale: Sono deluso dal fatto che le persone mi giudichino per qualcosa che non posso controllare, ma che proviene dal mio DNA e DNA. Catturando STAN tra le ombre e i pungiglioni nitidi del pennello, SPANNENBURG crea un santuario che è al contempo un nascondiglio e un piedistallo. Quest'opera è un acquisto fondamentale per collezionisti che ricercano arte che funzioni sia come meraviglia estetica sia come profondo specchio sociale.

Analisi visiva

Una fotografia verticale in bianco e nero che ritrae un giovane uomo a torso nudo con i capelli bagnati o all'indietro, in piedi dietro un folto cespuglio di conifere dalla texture marcata. Uno dei suoi occhi e parte del suo volto sono visibili attraverso uno spiraglio tra gli aghi scuri e densi, rivolti direttamente allo spettatore con un'espressione seria e controllata. Le sue mani sono visibili: una poggia su un ramo vicino in basso a sinistra, mentre l'altra, che mostra un tenue tatuaggio sull'avambraccio, afferra un ramo centrale nel primo piano centrale. L'illuminazione crea un ambiente ad alto contrasto dove i neri profondi delle ombre si mescolano con i luminosi riflessi sulla sua pelle e sulle punte del fogliame simile al pino.

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Anno

2022